“I duellanti” – Un contributo critico

di LUCA LENZINI
 

 
Sull’attendibilità di Bilenchi come biografo di Landolfi la figlia dello scrittore, Idolina, nutriva più di qualche dubbio, complice fra l’altro quella disposizione all’aneddoto e alla storia colorita che chi ha conosciuto lo scrittore di Colle val d’Elsa (e forse anche chi, semplicemente, è nato o è vissuto qualche tempo nella provincia senese) riconosceva e riconosce come fonte d’ispirazione per le sue prose impeccabili degli ultimi anni. Tuttavia, qui Luca Lenzini può esibire i documenti e incrociare le testimonianze di coloro che, volenti o nolenti, hanno partecipato all’improbabile disfida fra Luzi e Delfini; sicché l’espressione landolfiana passata in proverbio, così carica di umori teatrali “da operetta”, andrà presa per buona e messa in conto, sul piano linguistico, al singolare impasto della lingua (anche parlata) di Landolfi, mentre sul piano personale si potrà ricordare quella vena di beffardo sadismo che lo rendeva temibile agli amici e sodali delle Giubbe rosse. A proposito di Delfini, si ricordi almeno il malevolo articolo sul Ricordo della basca uscito sulla rivista «Circoli», a. VIII, n. 11, novembre 1939; mentre dal lato opposto si veda il racconto di DELFINI, Lo scrittore, in ID., La Rosina perduta, Firenze, Vallecchi, 1957 e poi in ID., Manifesto per un partito conservatore e comunista e altri scritti, a cura di C. GARBOLI, Milano, Garzanti, 1997.
Continua a leggere