«E se si rinunciasse a interpretare, a dare il senso e il succo del racconto, non sarebbe meglio?»
(da Des Mois, 1967)

Il Centro Studi Landolfiani segue e promuove le ricerche sull'autore, organizzando seminari e convegni, assistendo studiosi e semplici lettori fornendo materiali di consultazione, suggerimenti, segnalazioni di ristampe e di eventi legati all' opera landolfiana. Il Centro Studi è nato nel 1996 come Associazione a scopo non di lucro, con un organigramma costituito da cinque soci fondatori e il presidente Idolina Landolfi, che ne è stata la principale e infaticabile animatrice fino alla sua scomparsa avvenuta nel giugno del 2008.

Per volontà della stessa Idolina il materiale del Centro è stato donato alla Biblioteca di Lettere dell’Università di Siena, che ne è pertanto divenuta la sede fisica. Lo scopo del Centro Studi è quello di raccogliere e a sua volta diffondere materiali bibliografici relativi allo scrittore Tommaso Landolfi (1908-1979), e, partendo dalla sua figura, alla letteratura italiana del Novecento in generale.

Attività: Essa consiste nella raccolta, nella schedatura e nella conservazione di materiali bibliografici, e dicasi i volumi delle opere di Tommaso Landolfi, le sue traduzioni, le antologie, gli articoli e i saggi critici di e su Landolfi, gli epistolari, le traduzioni dei suoi testi, le tesi di laurea e di dottorato. Tale materiale viene quindi messo a disposizione e/o inviato in fotocopia a studiosi di letteratura novecentesca, e di Landolfi in particolare.

Il Centro si fa altresì promotore nell’organizzare convegni, seminari, giornate di studio sulla figura e l’opera di Tommaso Landolfi, presentazioni di suoi libri, letture teatrali, messe in scena e così via; curando in seguito gli eventuali atti di convegno o di seminario.

Il Centro promuove gli studi landolfiani con l’assegnazione di tesi di laurea e di dottorato presso l’Università di Siena, raccogliendo e pubblicando su questo sito i contributi nuovi di studiosi landolfiani, offrendo consulenze bibliografiche e di orientamento a chi ne fa richiesta. Intrattiene rapporti con le case editrici e i traduttori stranieri che vanno via via traducendo le opere di Landolfi, e con i dipartimenti di italianistica in Italia e all’estero, sempre per quanto riguarda gli studi in questione.

Tra le curatele del Centro si segnalano i convegni La «liquida vertigine», in collaborazione con il Comune e la Biblioteca Lazzerini di Prato (Prato, Collegio Cicognini, 1999); Gli ‘Altrove’ di Tommaso Landolfi, in collaborazione con il Comune e l’Università di Firenze (Firenze, Salone de’ Dugento in Palazzo Vecchio e Dipartimento di Italianistica, 2001); «Un linguaggio dell’anima», in collaborazione con l’Università di Siena e con il patrocinio del Comune di Siena e della Commissione Cultura del Consiglio Regionale (2004).

Si invitano gli studiosi e in generale gli appassionati di Landolfi a mettersi in contatto con il Centro Studi per proporre i propri interventi e contributi e per segnalare eventi, uscite varie di materiale testuale e critico sull’autore, aiutandoci così a conseguire una documentazione più completa possibile.


Centro Studi Landolfi
c/o "Biblioteca umanistica dell'Università di Siena"
Via Fieravecchia, 19 - 53100 Siena


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Brevi (e personali) considerazioni sul tipo del Landolfo

di Tommaso Pincio
Un articolo sul Nostro dello scrittore Tommaso Pincio, autore del recente romanzo Panorama.

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“Bollettino del Centro Studi Landolfiani” III, 1998

In formato .pdf il n. III del “Bollettino del Centro Studi Landolfiani”.

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“Bollettino del Centro Studi Landolfiani” II, 1997

In formato .pdf il n. II del “Bollettino del Centro Studi Landolfiani”.

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Teoria e prassi in Landolfi traduttore dal russo

di Niccolò Galmarini
Si propone l’articolo landolfiano di Niccolò Galmarini, critico e traduttore, recentemente insignito del Premio Raduga per le traduzioni letterarie dal russo.

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“L’incantesimo di Landolfi”

di Roberto Barzanti
Si propone in lettura l’articolo-recensione scritto da R. Barzanti su “Il piccolo vascello solca i mari”, apparso il 22 ottobre 2015 sul “Corriere Fiorentino”.